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Decreto flussi 2021

 

 La Corte dei Conti ha registrato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2021, relativo alla programmazione degli ingressi di lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato ovvero “Decreto Flussi” per l’anno 2021.

Rispetto agli anni passati la principale novita’ e’ rappresentata dal consistente aumento delle quote, che passano da 30.850 a 69.700 unita’. Diversi paesi possono beneficiare di questo aumento, tra cui il Sudan.
Non vengono invece modificate le categorie previste, comprese quelle per lavoro dipendente non stagionale. La ripartizione e’ la seguente:
a) 42.000 lavoratori subordinati stagionali (nei settori agricolo e turistico-alberghiero), di cui 1.000 permessi riservati ai lavoratori non comunitari che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale. Viene confermata ed aumentata la quota di 14.000 permessi per il solo settore agricolo per istanze di lavoro stagionale, anche pluriennale, presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro elencate nella circolare applicativa;
b) 20.000 lavoratori subordinati non stagionali (di cui 3.000 riservati ai cittadini di paesi con cui sono stati sottoscritti nel 2022 accordi di cooperazione in materia migratoria. Per questi ultimi e’ prevista una procedura distinta, che si applica a partire dal 15 giorno dalla pubblicazione dell’eventuale Accordo in Gazzetta Ufficiale);
c) 500 lavoratori autonomi (investitori, liberi professionisti, titolari di cariche societarie, artisti di chiara fama e creatori di “start up innovative” ai sensi della L. 17 dicembre 2012 n. 221);
d) 100 lavoratori non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi di origine ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione/TUI);
e) 100 lavoratori di origine italiana residenti in Venezuela;
f) 6.600 conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato (di cui 4.400 da permessi per lavoro stagionale, 2.000 da permessi per studio, tirocinio e formazione e 200 da permessi per soggiorno di lungo periodo rilasciati a cittadini di paesi terzi
da altri Stati membri della UE);
g) 400 conversioni in permessi di soggiorno per lavoro autonomo (di cui 370 da permessi di studio, tirocinio e formazione e 30 da permessi di soggiorno di lungo periodo rilasciati a cittadini di paesi terzi da altri Stati membri della UE).

L’aumento delle quote di lavoratori autorizzati ad entrare in Italia rientra nel crescente impegno del governo italiano a garantire canali migratori regolari e sicuri per i cittadini extracomunitari. Come ulteriore esempio di questo impegno, il piano triennale 2020-2022 prevede 15.000 visti a favore di chi è interessato a frequentare corsi di formazione professionale in Italia.

 

Le domande di visto potranno essere ricevute entro e non oltre il 17 marzo 2022, a eccezione di quelle per lavoro autonomo/start up, che potranno essere acquisite entro 3 mesi dalla data di ricezione tramite PEC del Nulla Osta del Comitato tecnico Italia Start-up Visa.