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Inaugurazione Padiglione Italiano alla Fiera di Khartoum

img 3591Khartoum, 24 Gennaio 2017 – E’ stato inaugurato, con il rituale taglio del nastro tricolore da parte del Vice Presidente sudanese Hassan Saleh Bakri e alla presenza del Direttore Centrale per i paesi dell’Africa del Ministero Affari Esteri italiano, Min. Raffaele de Lutio, il padiglione italiano alla Fiera Internazionale di Khartoum.
Non poteva esserci inizio migliore per un’iniziativa che da anni convoglia per una settimana intera, nel mese di gennaio, un importante numero di imprese italiane alla ricerca di prime partnership con le controparti sudanesi.
Quest’anno il novero delle possibilità imprenditoriali italosudanesi nel prossimo futuro si tinge di azzurro: con la parziale ma significativa recente caduta delle sanzioni unilaterali americane verso il Sudan, si aprono da subito per i partner stranieri in Sudan nuove strade da percorrere, nuove possibilità di intese commerciali e finanziarie potendo contare con maggiore libertà nei flussi di beni e servizi, di una crescente circolazione di moneta e soprattutto della progressiva caduta di pregiudizi che da troppi hanno oscurano il potenziale imprenditoriale del paese africano.
Erano presenti per l’Italia Khartoum Electric Industries, Ortea, Italfarad, BDF Industries, Caprari, Pentax e Fiorentini.
Altra novità, la presenza di funzionari della Camera di Commercio italo-araba, il cui rinnovato interesse per il Sudan lascia ben sperare per azionare un effetto domino reputazionale positivo tra i membri dell’ente basato a Roma.
Per una settimana l’ambasciata d’Italia faciliterà incontri B2B e occasioni di scambio tra i partecipanti italiani e le istituzioni pubbliche e private sudanesi.
“Prossimo cruciale appuntamento”, ricorda l’ambasciatore italiano in Sudan, Fabrizio Lobasso, “un business economic forum italosudanese a Khartoum nell’ultima decade del prossimo aprile. I sudanesi ce lo hanno chiesto con entusiasmo e noi siamo intenzionati a cogliere l’occasione e continuare a portare il meglio dell’imprenditoria italiana in Sudan, magari per l’occasione capitanata da qualche alta carica istituzionale. Dobbiamo accelerare, ci stiamo già lavorando”.