{"id":1211,"date":"2017-04-09T12:31:59","date_gmt":"2017-04-09T09:31:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/04\/intervista-all-ambasciatore-fabrizio\/"},"modified":"2017-04-09T12:31:59","modified_gmt":"2017-04-09T09:31:59","slug":"intervista-all-ambasciatore-fabrizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/04\/intervista-all-ambasciatore-fabrizio\/","title":{"rendered":"Intervista all&#8217;Ambasciatore Fabrizio Lobasso &#8220;Tutte le strade portano a Khartoum e l\u2019Italia non \u00e8 mai andata via&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatore italiano in Sudan non nasconde le difficolt\u00e0 collegate alle sanzioni e la cronica problematica dei finanziamenti, ma parla di buoni spazi per le imprese tricolore e auspica soluzioni finanziarie creative da affiancare a quelle tradizionali.<\/p>\n<p>\u00a0di Gianfranco Belgrano<\/p>\n<p>In Sudan dal 2015 e subito di casa grazie a un grande attivismo che si \u00e8 tradotto in manifestazioni e iniziative incentrate sul Made in Italy nel senso pi\u00f9 ampio di questa definizione;con puntate sull\u2019economia, ma anche sulla sfera culturale e sulla cooperazione, molto importante e presente in questa parte d\u2019Africa. E un comune denominatore: dialogo e reciproca conoscenza alla base di tutto. \u2018Africa e Affari\u2019 ha incontrato l\u2019ambasciatore Fabrizio Lobasso nel suo ufficio di Khartoum ed \u00e8 stato un momento significativo per capire il ruolo dell\u2019Italia oggi e gli spazi che gi\u00e0 si stanno aprendo.<br \/><strong>Ambasciatore Lobasso, anche in considerazione della fine delle sanzioni statunitensi, pensa che la presenza italiana crescer\u00e0?<\/strong><br \/>Ci sono tutte le condizioni. In realt\u00e0, pure in tempo di sanzioni, l\u2019interesse italiano non \u00e8 mai svanito;ogni settimana mi arrivano richieste di dati e informazioni da parte di imprese attive in pi\u00f9 settori, soprattutto agricolo, agro-industriale, zootecnico. C\u2019\u00e8 da agurarsi e da prevedere un aumento di tale interesse e a me non pu\u00f2 che far piacere, dal momento che questo \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 importanti per un capo missione e per la sua squadra, e cio\u00e8 rafforzare la presenza nazionale qui in Sudan, non solo per quanto riguarda il volume della bilancia commerciale, quindi in termini di import-export, ma soprattutto per quanto riguarda la costruzione di partnership stabili: gi\u00e0 adesso ci sono imprese consapevoli del fatto che il mercato sudanese offre agevolazioni che gli altri Paesi limitrofi non offrono, per\u00f2, visto lo scarso giro di valuta pesante, sono restie a venire a investire direttamente, a investire in partnership durature.Questo \u00e8 il grande obiettivo a cui stiamo mirando: fare in modo che pi\u00f9 imprese italiane vengano qui, far capire che vi sono enormi potenzialit\u00e0, che le condizioni per sviluppare queste potenzialit\u00e0 sono migliorate e che miglioreranno sempre di pi\u00f9 in questi mesi. Un numero maggiore di aziende potr\u00e0 creare un sostrato economico-aziendale italiano, contribuendo, appunto con tocco italiano,al benessere e alla prosperit\u00e0 di questo Paese.<br \/><strong>Il governo sudanese ha in programma grandi opere infrastrutturali: qualche mese fa c\u2019\u00e8 stato un bando per dieci strade di interesse nazionale, ci dovrebbero essere progetti ferroviari di collegamento transfrontaliero con l\u2019Etiopia. Ci potrebbero essere spazi, nel quadro del rinnovamento dell\u2019aeroporto, per aziende che operano nei sistemi radar, di rilevamento. Ma c\u2019\u00e8 anche un problema di finanziamenti&#8230;<\/strong><br \/>Questo \u00e8 il punto. Le possibilit\u00e0 ci sono, anche perch\u00e9 i sudanesi conoscono l\u2019expertise italiana, se la ricordano; \u00a0qui in Sudan negli anni passati abbiamo costruito tanti ponti, dighe, agglomerati urbani, strade, importantissime aziende vengono ricordate ancora adesso, anche perch\u00e9 Italia significa qualit\u00e0 e affidabilit\u00e0, prima, durante e dopo i lavori. \u00a0Su questo substrato noi dobbiamo lavorare, intanto aumentando la tempestivit\u00e0, \u00a0cio\u00e8 facendo sapere le notizie in anteprima, \u00a0mantenendo i contatti con le istituzioni finanziarie ed economiche, \u00a0qui sul posto, e lo stiamo facendo. Resta il problema dei finanziamenti. Per alcune aree come il Sudan, anche per i problemi che esse presentano, \u00a0l\u2019Italia mostra uno scarso appetito ad inventare soluzioni finanziarie creative a copertura dei crediti alle aziende italiane o finanziamenti tout court per cercare di invogliare le aziende stesse a venire, \u00a0sentendosi le spalle coperte. Potremmo talvolta adagiarci su progetti della Banca Mondiale o della Banca africana di sviluppo o su progetti finanziati da gruppi e istituzioni cinesi che hanno bisogno di expertise italiana. Ovviamente lavoriamo anche su queste possibilit\u00e0, ma di base dovremmo essere pi\u00f9 dipendenti, anche perch\u00e9 ho il sentore che questa disponibilit\u00e0 monetaria-finanziaria cinese in tantissima parte di Africa stia diminuendo. Dobbiamo creare in qualche modo i presupposti per far capire bene cos\u2019\u00e8 il Sudan, come fare, e cercare di far sviluppare un maggior dialogo interistituzionale nostrano, magari attivando soluzioni di finanza creativa o triangolazioni con altre istituzioni, per esempio nei Paesi del Golfo. Expertise, progettazione, implementazione, finanziamento sono alla base di tutto: sta mancando quest\u2019ultimo pezzo, \u00a0mi rendo conto che non \u00e8 un problema da poco, \u00e8 anche un problema di priorit\u00e0, di investimenti, di priorit\u00e0 geopolitica,geostrategica, anche nella finanza, ma il Sudan ha tutte le caratteristiche per rientrare nei nostri interessi prioritari di questa importante regione del Corno d\u2019Africa allargato.<br \/><strong>Al ministero degli Investimenti sudanese riferiscono che sempre pi\u00f9 in futuro si ricorrer\u00e0 al Partenariato pubblico-privato, in cui lo Stato fornir\u00e0 delle garanzie; questa potrebbe essere una soluzione pi\u00f9 a portata delle aziende italiane.<\/strong><br \/>Esattamente. Lo Stato sudanese purtroppo dipende moltissimo dai finanziamenti esterni, ha una posizione debitoria non indifferente mirata a richiamare investimenti dai Paesi del Golfo soprattutto nella parte agricola e agro-industriale,ecco perch\u00e9 ogni volta che arrivano qui aziende italiane e hanno bisogno di contatti non faccio mai mancare contatti anche con l\u2019alta finanza saudita o emiratina, per vedere se \u00e8 possibile creare quelle triangolazioni che alcuni gi\u00e0 utilizzano &#8211; via Dubai, per esempio &#8211; mettendo insieme le finanze di chi ne dispone (come i sauditi) e l\u2019expertise di chi \u00e8 competente (come noi), in attesa di soluzioni italiane economico-finanziarie pi\u00f9 integrate e operative.<br \/><strong>Sulla posizione debitoria il Sudan \u00e8 molto sensibile; da questo punto di vista, l\u2019Italia, l\u2019Europa nel suo insieme,potrebbero facilitare in qualche modo la situazione?<\/strong><br \/>L\u2019Italia nei consessi internazionali, e parlo soprattutto del Club di Parigi, \u00e8 sempre molto disponibile a far s\u00ec che la posizione sudanese possa essere rivista. Ovviamente ci\u00f2 potr\u00e0 accadere con un negoziato che \u00e8 in corso ma che \u00e8 complesso perch\u00e9 necessita del parere positivo di tutti quanti i membri del Club, e soprattutto occorre che il Sudan, alla fine di questo processo, entri a far parte del gruppo di Paesi che possono usufruire di ulteriori agevolazioni (con il debito cancellato o fortemente ridotto). L\u2019Italia su questo fronte \u00e8 in prima linea, come lo era per lesanzioni: abbiamo sempre cercato di sottolineare che con le sanzioni vi sono molti contro che deprimono in maniera induttiva un intero sistema e non raggiungono in modo efficace gli obiettivi inizialmente prefissati. Vedremo se anche il secondo passo sul debito potr\u00e0 essere raggiunto. Noi ci siamo e ricordiamo alla comunit\u00e0 internazionale che il Sudan ha bisogno di noi.<br \/><strong>Tornando alle imprese, i grandi progetti potrebbero portare importanti aziende italiane e, di conseguenza,favorire anche piccole e medie imprese come sub-contractor. Ma al di fuori di questi grandi progetti, \u00e8 possibile per le Pmi italiane sviluppare qualcosa in Sudan, magari con partner locali?<\/strong><br \/>Qui in Sudan non c\u2019\u00e8 una piccola e media impresa tanto sviluppata (come in Italia o in altri Paesi) da permettere una partnership in senso cos\u00ec egualitario, ma sicuramente vi \u00e8 tutto un mondo in movimento in settori come agricoltura,agroindustria,conceria,artigianato,manifattura, rinnovabili, ortofrutta,che potrebbe essere una base di partenza fondamentale per uno sbarco italiano pi\u00f9 stabile, a patto per\u00f2 che queste aziende portino con s\u00e9 anche continua formazione e training per entrare in partnership. Il futuro delle relazioni economiche tra il Sudan e la comunit\u00e0 internazionale passa necessariamente per un empowerment locale e per l\u2019acquisizione da parte del mondo imprenditoriale sudanese di skill commerciali che oggi rallentano lo sviluppo del business privato sudanese.<br \/><strong>Quindi possiamo dire che \u00e8 fondamentale anche avere informazione?<\/strong><br \/>Certo, informazione presso le istituzioni innanzitutto, e poi presenza fisica. I sudanesi, come avviene in tante culture africane e arabe, hanno bisogno del contatto personale: amano l\u2019intuitu personae,il confronto de visu; costa poco venire qui tre giorni,incontrare persone, partecipare a momenti conviviali,lasciare che l\u2019ambasciata segua con presenza rassicurante questi incontri, mettendo a totale disposizione la residenza diplomatica, presenziando workshop all\u2019inizio e alla fine, consegnando certificati, suggerendo location,aree dove \u00e8 possibile discutere,idarsi delle istituzioni. I sudanesi vogliono essere conquistati anche attraverso una stretta di mano, magari un abbraccio o una cortesia. In altre parole i sudanesi amano farsi conoscere, far sapere al mondo che dietro l\u2019appellativo ormai vetusto di Stato canaglia vi \u00e8 tanto di pi\u00f9 che possono dare. Qui si lavora bene, gli italiani che hanno lavorato qui hanno fatto comparazioni notevolmente positive rispetto ai loro vicini in termini di affidabilit\u00e0 e professionalit\u00e0.<br \/>Tutto questo deve essere rapportato al Paese e agli standard locali, ma sicuramente l\u2019approccio imprenditoriale (non solo italiano)<br \/>in Sudan dovrebbe evitare atteggiamenti da mordi e fuggi o dell\u2019usa e getta. Conquistare il cuore della business community sudanese significa anche essere qui, osservare, partecipare,condividere, empatizzare,ascoltare attivamente.<br \/><strong>Il Sudan non rientra tra i Paesi coperti da Sace e non c\u2019\u00e8 un ufficio Ice (c\u2019\u00e8 l\u2019ufficio del Cairo che \u00e8 competente per il Sudan), non c\u2019\u00e8 nemmeno una camera di commercio italosudanese, quindi mancano alcuni interpreti del Sistema Paese. L\u2019ambasciatacome si pone?<\/strong><br \/>Stiamo rafforzando l\u2019ufficio commerciale,per quanto possibile e nel quadro delle nostre competenze professionali. Ci\u00f2, se da un punto di vista strategico istituzionale si tramuter\u00e0 presto in un elemento accelerativo, non deve farci dimenticare che esiste tutto un mondo tecnico fatto di analisi di mercato, di studi comparativi, di osservazioni professionali di trend settoriali, che deve essere curato da professionisti di settore per fornire un servizio completo all\u2019imprenditoria italiana interessata al Sudan. Aggiungo che in Sudan l\u2019acquisizione di informazioni commerciali non risulta un processo agevole o univoco o supportato da una massiccia presenza di dati telematici.<br \/><strong>C\u2019\u00e8 anche la Cooperazione italiana che \u00e8 ben presente nel Paese, ha altri scopi rispetto quelli di cui stiamo parlando per\u00f2 in qualche modo porta avanti l\u2019immagine dell\u2019Italia, quindi penso possa avere un effetto positivo.Quanto \u00e8 importante cooperarecon un Paese che \u00e8 anche in una posizione strategica tra il Corno d\u2019Africa e le rotte migratorie che portano nel Mediterraneo?<\/strong><br \/>La Cooperazione italiana qui \u00e8, in assoluto, tra le maggiori realt\u00e0 a livello internazionale presenti nel Paese. Negli ultimi dieci anni, l\u2019esposizione finanziaria in termini di cooperazione allo sviluppo si \u00e8 assestata intorno ai 100 milioni di euro in progetti bilaterali, multilaterali, di emergenza o attraverso le Ong.Strategicamente \u00e8 stata scelta la parte est del Paese, con gli stati del Red Sea, Kassala e Gedaref, che dal 2006 \u00e8 stata pacificata dopo tensioni con lo Stato centrale, e abbiamo avuto ragione. Abbiamo un ruolo fondamentale che abbiamo saputo giocare al meglio e che altri non hanno: siamo stabilizzatori sociali,quando lo Stato centrale non riesce ad arrivare alle fasce pi\u00f9 deboli, cerchiamo di arrivarci noi con progetti nei settori della sanit\u00e0, ospedalieri,di formazione di quadri sanitari e anche, da qualche anno, con progetti nell\u2019agricoltura, per la disabilit\u00e0 e per la parit\u00e0 di genere, sempre avendo come target prioritario le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, come donne, donne in gravidanza, bambini,anziani, disabili.<br \/>Ci\u00f2 su cui secondo me dovremmo migliorare in termini di promozione integrata del Paese Italia, \u00e8 la capacit\u00e0 di generare empowerment commerciale e finanziario in Sudan pianificando maggiori ritorni commerciali per le nostre aziende. Non\u00e8 mancanza di etica pensare che la cooperazione allo sviluppo attraverso l\u2019expertise italiano per i sudanesi possa continuare ad auto-alimentarsi come una dinamo, riuscendo a generare indotto commerciale per le aziende italiane. In fondo maggiore \u00e8 la nostra presenza, maggiore \u00e8 l\u2019aiuto che possiamo fornire. Il Sudan beneficerebbe quindi non solo di aiuti e di sussidiariet\u00e0 in termini di cooperazione allo sviluppo, ma vedrebbe anche crescere la propria capacit\u00e0 di esprimere una nota imprenditoriale locale con l\u2019aiuto delle imprese e delle universit\u00e0 italiane, in un circolo virtuoso di cooperazione allo sviluppo che continuerebbe a beneficiare le popolazioni pi\u00f9 deboli. In questo, ripeto, siamo un po\u2019 indietro, ma ci stiamo lavorando, e alcune collaborazioni siglate in ambito sanitario e agricolo lasciano ben sperare.<br \/><strong>Storicamente l\u2019Italia ha visto la sua profondit\u00e0 strategica nel Mediterraneo. Per\u00f2 gi\u00e0 a partire dalle Primavere arabe e poi nel 2013 con l\u2019Iniziativa Italia-Africa, c\u2019\u00e8 stato uncambiamento di prospettive. Il Sudan da questo punto di vista quanto \u00e8 strategico?<\/strong><br \/>Basta dare un\u2019occhiata diversa e pi\u00f9 moderna rispetto a quella che pu\u00f2 dare uno studente quando apre un atlante e guarda questa parte del mondo a cavallo tra Africa-Mediterraneo e Medio Oriente, come facevo io stesso da ragazzo. Se io guardo adesso quella pagina e la collego a tutti gli avvenimenti degli ultimi venti anni, in particolare politici, geopolitici, economici e nel campo dell\u2019immigrazione, capisco che il Corno d\u2019Africa \u00e8 potenzialmente una cornucopia verso l\u2019Africa subsahariana, che l\u2019Africa subsahariana non \u00e8 pi\u00f9 divisa da una stretta linea equatoriale geografica ma presenta interconnessioni dal basso verso l\u2019alto e viceversa che creano regioni nelle regioni. In altre parole, non posso guardare al Sudan senza guardare al Mediterraneo, al Corno d\u2019Africa, all\u2019Africa subsahariana e alla penisola arabica, in contemporanea. Il Sudan lo ha capito ed \u00e8 consapevole di essere contraddistinto in questo momento storico da un grado di stabilit\u00e0 maggiore dei suoi immediati vicini, nonostante i tragici dossier ancora aperti con la comunit\u00e0 internazionale e il difficile percorso verso una effettiva democratizzazione.Non esiste pi\u00f9 un Mediterraneo che non abbia una proiezione verso ilSudan, non si pu\u00f2 pensare di parlare di Corno d\u2019Africa senza includere il Sudan, come non \u00e8 pi\u00f9 possibile pensare a un Sudan distante dalla crisi libica o dalle vicende egiziane, o pensare al Sudan senza includere le rotte che approdano al Ciad o al Centrafrica partendo dalla Nigeria,e che portano con s\u00e9 immigrazione clandestina, rifugiati e pericoli legati al terrorismo. Il Sudan oggi sta acquisendo tratti di croce cardinale in aree strategiche del mondo, uno snodo nel quale l\u2019Italia ha necessariamente focalizzato l\u2019attenzione da un punto di vista politico, economico,sociale e culturale. Da questa prospettiva cos\u00ec nuova, mi viene quasi da sorridere e pensare che anche per questo affascinante Paese potremmo dire che \u201ctutte le strade portano a Khartoum\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ambasciatore italiano in Sudan non nasconde le difficolt\u00e0 collegate alle sanzioni e la cronica problematica dei finanziamenti, ma parla di buoni spazi per le imprese tricolore e auspica soluzioni finanziarie creative da affiancare a quelle tradizionali. \u00a0di Gianfranco Belgrano In Sudan dal 2015 e subito di casa grazie a un grande attivismo che si \u00e8 [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1211","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1211\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}