{"id":1267,"date":"2017-02-09T08:40:39","date_gmt":"2017-02-09T05:40:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/02\/intercultural-communication-and-2\/"},"modified":"2017-02-09T08:40:39","modified_gmt":"2017-02-09T05:40:39","slug":"intercultural-communication-and-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambkhartoum.esteri.it\/en\/news\/dall_ambasciata\/2017\/02\/intercultural-communication-and-2\/","title":{"rendered":"Intercultural Communication and Mine Action"},"content":{"rendered":"<p>Il biennio 2016-2017 rappresenta un momento importante per l\u2019Italia, e non solo per la membership nel Consiglio di Sicurezza ONU e la Presidenza del G7. L\u2019Italia, nell\u2019ambito di UNMAS, l\u2019organismo onusiano che si occupa di sminamento e bonifica territoriale in Paesi afflitti da guerre, presiede il Gruppo dei donatori (MASG).<br \/>\u00c8 un\u2019attivit\u00e0 particolarmente congeniale alla diplomazia italiana che esercita con autorit\u00e0 a livello internazionale una funzione peculiare al suo attivismo nelle relazioni internazionali, vale a dire un ruolo pivotale che in qualche modo sappia combinare armonicamente le priorit\u00e0 di UNMAS (e cio\u00e8 il completamento delle proprie attivit\u00e0 in aree prestabilite del paese), le necessit\u00e0 del governo beneficiario (nel caso in questione, il Sudan) e le aspettative del gruppo dei donatori che finanziano le attivit\u00e0 sul campo.<br \/>Per svolgere una presidenza delicata come questa, in un paese complesso come il Sudan, non basta la disponibilit\u00e0, l\u2019apporto finanziario e l\u2019attivismo. C\u2019\u00e8 bisogno di cromosomi interculturali che in qualche modo sappiano mantenere costantemente vivo il dialogo, l\u2019ascolto attivo, il rispetto reciproco, l\u2019equilibrio comunicativo tra le parti in gioco.<br \/>Di pi\u00f9, c\u2019\u00e8 bisogno di un \u201cregista\u201d che in qualche modo \u201ccum-prenda\u201d inclusivamente le differenti dimensioni culturali in gioco, ed alchemicamente riesca a sublimarle in una serie di risultati pratici, come il rispetto degli impegni, delle tabelle di marcia, della reciproca fiducia, e della collaborazione a trecentosessanta gradi tra i vari attori.<br \/>L\u2019Italia nello scacchiere internazionale ha sempre dato grande prova di ci\u00f2, distinguendosi per la capacit\u00e0 di lasciare aperte porte di dialogo con interlocutori complessi, laddove altri partner europei non vi sarebbero riusciti. Pensiamo, solo per fare alcuni esempi, alla Russia, alla Libia, all\u2019Eritrea, alla Somalia tutti dossier in cui il ruolo italiano sottocoperta nel tessere una tela relazionale ed inclusiva con la comunit\u00e0 internazionale si manifesta nella sua crucialit\u00e0 giorno dopo giorno.<br \/>Il Sudan, rappresenta in questi mesi un altro piccolo capolavoro italiano, fatto di pazienza, di osservazione partecipata e di collaborazione costante ed attenta con il Programma UNMAS a Khartoum, con le istituzioni sudanesi e con il gruppo dei donatori (tradizionali e non tradizionali).<br \/>L\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale resta alta. I finanziamenti per le operazioni di sminamento e bonifica, tra mille contrazioni continuano ad affluire. Il governo sudanese si fida e talvolta riesce anche ad affidarsi alla progettazione onusiana impegnata in questo momento nelle aree orientali del Paese, con particolare riferimento allo stato di Kassala al confine con l\u2019Eritrea. I donatori, specie quelli non tradizionali, cominciano ad interessarsi maggiormente e a dialogare con le rispettive capitali alla ricerca di contributi finanziari.<br \/>Nessun arcano particolare. Solo \u201cdiplomazia interculturale\u201d in azione e cio\u00e8 la capacit\u00e0 di captare l\u2019importanza del rispetto di alcune priorit\u00e0 locali \u2013 insite nella dimensione valoriale sudanese e quindi islamica \u2013 e di collaborare con UNMAS a renderle parte integrante delle attivit\u00e0 sul campo ogni giorno, per non perdere il momentum particolarmente favorevole creatosi con le istituzioni centrali e periferiche sudanesi.<br \/>Pensiamo al rispetto del tempo islamico, dilatato e divino, e quindi alla necessit\u00e0 di reagire con elasticit\u00e0 e pazienza ai prevedibili macro e micro ritardi delle attivit\u00e0 da implementare sul campo.<br \/>Pensiamo al concetto di gerarchia, e quanto sia importante in Sudan individuare e dialogare con chi effettivamente rappresenta un decision maker per evitare di perdersi in aspettative non legittimabili da semplici intermediari.<br \/>Pensiamo all\u2019informalit\u00e0, specie se applicata all\u2019ambito conviviale, un ingrediente cruciale in Sudan attraverso cui \u00e8 possibile sbloccare ostacoli burocratici e sormontare diffidenze radicate negli ambienti istituzionali periferici sudanesi.<br \/>O ancora, come immaginare un programma umanitario internazionale in Sudan, come quello di UNMAS, senza prevedere costanti aggiornamenti e condivisioni di informazioni prima, durante e dopo ogni attivita programmata dall\u2019ente onusiano con le istituzioni governative del Paese, cos\u00ec attente a mantenere gestibili i complessi equilibri in Sudan tra potere politico, militare e securitario?<br \/>Ecco, attenzione a tutto questo significa cooperare interculturalmente, significa dotarsi coscientemente di attitudine interculturale, ingranaggio cruciale oggi per una diplomazia proiettata nel futuro.<br \/>L\u2019emersione volontaria e consapevole di una dimensione interculturale nelle attivit\u00e0 legate alle relazioni internazionali, ossia della capacit\u00e0 di sapersi incontrare al fine di sintetizzare virtuosamente differenti istanze, forse \u00e8 una delle ultime speranze a livello globale per far s\u00ec che gli attori della politica internazionale sostengano un dialogo inclusivo tra culture che invece di fabbricare comparti stagni, gettino le fondamenta per una casa comune.<\/p>\n<p>di Fabrizio Lobasso e Elenoire Laudieri di Biase<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il biennio 2016-2017 rappresenta un momento importante per l\u2019Italia, e non solo per la membership nel Consiglio di Sicurezza ONU e la Presidenza del G7. 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